germania-italia

Esperienza di 4 mesi in Germania a confronto con le mie abitudini italiane.

Ciao, sono di nuovo Marta.. questa volta vi racconto un po’ “die Unterschiede und die Gemeinsamkeiten” (differenze e similitudini) tra questi due paesi che ho riscontrato in questo periodo iniziale del mio viaggio-studio… ci tengo tanto a spiegare bene ciò che sto vivendo, per questo motivo ho ritenuto più opportuno scrivere in italiano, la mia lingua madre.

Come già ho accennato precedentemente, vivo a Berlino da ormai 4 mesi: ciò che mi sembrava nuovo è ormai routine, sono padrona della città e giro senza problemi, le facce che mi circondano non sono più  sconosciute e, cosa che io trovo stupenda, riconosco cosa di questa popolazione e della sua cultura sia veramente caratteristico riconoscendone anche le origini e possiamo dire che un po’ ci sto anche entrando in questa mentalità nuova.

Ci tenevo come prima cosa a sfatare qualunque tipo di stereotipo che si ha, almeno in Italia, su questo paese e sulla sua gente: nessuno è scontroso come viene detto (okay.. forse ogni tanto gli autisti degli autobus non sono simpaticissimi, ma questo è assolutamente comprensibile), le persone sono sempre molto disponibili e pronte a dare una mano, non mi è mai stata rifiutata una richiesta d’aiuto. Bisogna però riconoscere che è abbastanza difficile che siano loro a rompere il ghiaccio, ma questa è solo una questione di riservatezza; comunque una volta fatto il primo passo anche loro si lasciano andare e, se si cerca di partecipare, il rischio di rimanere esclusi dalla conversazione è molto basso.

Una differenza rilevante, di cui però mi sono resa conto solo ultimamente, è la proiezione nel futuro che i giovani come me hanno. In Italia tutto è molto schematizzato e già deciso un po' per tutti: una volta finito il liceo si va diretti all’università e bisogna già all’età di 18/19 anni essere sicuri della posizione che si prenderà nella vita. In Germania non funziona così per tutti, chiaramente chi ha già le idee chiare non aspetta per iniziare gli studi universitari, ma la cosa interessante è che moltissimi giovani che ancora si sentono insicuri e non sono pronti a prendere “la decisone” si danno tempo (tra i 6 e i 12 mesi) per mettersi alla prova: viaggiando, facendo i cosiddetti “Praktikum” (periodi di prova di lavoro) o lavoricchiando qua e la, in ogni caso il tempo non viene assolutamente sprecato e nessuno resta con le mani in mano. Sempre ritornando al concetto dello schema italiano, mi sembra che qua le persone siano molto più aperte nei confronti delle novità: ho l’impressione che la capacità di adattamento sia migliore rispetto all’Italia.

Rimanendo in tema scuola, il sistema scolastico è abbastanza diverso da quello italiano, sia per quanto riguarda le valutazioni che gli argomenti e la maniera in cui vengono affrontati. A confronto, bisogna riconoscere che la scuola in Italia sia molto più impegnativa e consistente e che garantisca un’educazione più vasta e completa, però un punto di vantaggio per il quale la Germania si può vantare è sicuramente la capacità di far ragionare e di conseguenza di insegnare a pensare e di trarre conclusioni autonomamente: è più importante che lo studente si formi come individuo, con le proprie idee e opinioni, che far studiare quasi a memoria contenuti di calibro maggiore.

Il modo in cui i giovani passano il loro tempo libero è invece praticamente identico: amici, sport, passioni e feste. Grazie al fatto che a scuola non si abbiano classi fisse (per ogni materia si cambia classe e di conseguenza compagni) tutte le persone della stessa età si conoscono e quindi la cerchia di amici è un po' più ampia; lo sport gioca un ruolo importante nelle vite di tutti i ragazzi: in Italia c’è molta più pigrizia sotto questo aspetto, qui tutti si tengono in movimento almeno una/due volte alla settimana.

A questo punto mi sembra di aver raccontato abbastanza, anche se ci sarebbe ancora molto di cui parlare.. spero che questo report sia stato utile. A presto!!